LA STORIA

La storia
Lo sport a Palermo fa la sua apparizione nel 1700. Le cronache dell'epoca parlano di giochi e passatempi. Non si può parlare di sport agonistico, ma queste manifestazioni dello sport hanno tutte le caratteristiche.
Nel 1730 Francesco Requesens, principe di Pantelleria, gioca a calcio fiorentino nell'atrio del suo palazzo, farà lo stesso Don Giuseppe Lanza di Branciforti. E la storia racconta che su queste sfide le scommesse erano talmente alte che nel 1792 il barone Francesco Vannucci si uccise dopo aver scommesso l'ultimo feudo che gli era rimasto.
Nel 1770 a Palermo si gioca a pallone. Non è il calcio, che sarebbe arrivato in Italia più di un secolo dopo, ma un giuoco, come lo definisce lo storico e letterato Giuseppe Pitrè nel secondo volume de "La vita di Palermo cento e più anni fa" del 1904.
Il 10 luglio del 1770 l'inglese Patrick Brydone scrive da Palermo a Londra che sta per andare a giocare a pallone col suo compagno di viaggio Fullarton. E' il marchese di Villabianca a illustrare nei suoi Opuscoli palermitani le regole del giuoco. "Si fa in campo aperto con un pallone di cuoio che batte e ribatte in aria, da più giocatori robusti, armati di guantone di legno al braccio destro, punteggiato (il guantone) dall'istesso legno per balestrare più in alto il pallone. Si fa da persone civili, e vi accorre gran popolo anche per vedere gente rispettabile giocarlo. Si suole fare nella fossata di strada suburbana che sta sotto il baluardo dello Spasimo, e appo il popolo rendere un virtuoso trattenimento di divertimenti estivi. Vi giocano per bizzarria parecchi nobili, sacerdoti, persone civili". Insomma qualcosa di simile alla pelota basca.
Alla fine del Settecento è diventato una passione popolare. Scrive Pitrè : "Si è quasi reso in furore il giuoco del pallone"; in realtà il pallone a Palermo è diventato un fenomeno di massa.
E furono i palermitani che alla fine del 1700 sollevano per la prima volta il problema degli impianti in un memoriale a re Ferdinando sottolineando che "Si tratta di un gioco di pubblico divertimento e di decoro per altro di questa città, che incontra l'approvazione di ogni classe di cittadini".
Il re non capisce l'importanza del fenomeno e dopo il solito iter burocratico lo spazio destinato al pallone viene assegnato all'Orto Botanico. L'unica traccia oggi a Palermo è il vicolo del pallone, proprio di fronte a Villa Giulia, dove in quegli anni va di moda il gioco delle bocce.

Lo sport nel senso tradizionale del termine si sviluppa a Palermo alla fine del 1800.
Il primo evento è, nell'aprile 1892, un torneo internazionale di scherma al Giardino Inglese. E' la conferma delle radici di questo sport a Palermo che avrà le medaglie alle Olimpiadi del 1912 e del 1920 di Pietro Speciale, di Vincenzo Cuccia nel 1924, di Emilio Salafia nel '28 e nel '32. E saranno Speciale, Alajmo e Benfratello, tutti olimpionici, a dar vita nel 1908 ad un torneo di scherma al teatro Politeama.